18/07/16

LA STORIA DI IRENE


Irene è una bella ragazza di quasi 25 anni, nata con il piede torto; è stata operata più volte con il metodo tradizionale chirurgico senza successo, con tutti i problemi estetici e funzionali che ne derivano, ma ora sta molto meglio grazie al metodo Ponseti e alla dottoressa Ey Batlle...
Sono nata l'11 settembre 1991 con un parto molto difficile: avevo quattro giri di cordone ombelicale attorno al collo, sono rimasta senza ossigeno e i nervi mi si sono irrigiditi. Per giunta alla nascita si scopre che sono affetta da piede torto bilaterale di quarto grado (in una scala da uno a quattro, quindi di massima gravità). Rimango in incubatrice per 15 giorni e poi subito iniziano le terapie: lunghe, invasive e dolorose...
A Irene sono applicati gessi per 3 mesi a Trieste, poi viene operata, ogni piede da un medico diverso, in modo invasivo: allungamento a cielo aperto del tendine di Achille e infibulamento transcalcaneo-astragalo-tibiale con filo di kirschner. Poi un nuovo ciclo di gessi fino ai 9/10 mesi, fisioterapia e tutori. Ma non basta...
A un anno e mezzo i piedi sono andati in recidiva e i miei genitori mi hanno portato all'ospedale di Imola, dove sono stata nuovamente operata ad entrambi i piedi con allungamento a zeta dell'Achille e altri tendini, capsulotomia posteriore, incisione cutanea mediale, capsulotomie e sindesmotomie mediali, distacco dell'adduttore e sezione aponeurosi plantare. Ho tenuto ancora gessi fino a circa 2 anni e mezzo, poi tutori notturni, doccetta giornaliera con scarpe ortopediche e fisioterapia fino ai 13 anni.
Da piccola vivevo comunque bene la mia situazione, perché i miei genitori mi hanno sempre fatto sentire come tutti gli altri, anzi probabilmente avevo anche una marcia in più: ho iniziato a camminare sui gessi e non mi sono mai posta limiti nello sport e nella vita in generale, cercando sempre di fare tutto quello che volevo.
Con gli altri bambini non era sempre facile: spesso mi prendevano in giro chiamandomi "storta", "gamba di legno" e con nomignoli vari, ma io ho sempre risposto che i miei problemi si potevano risolvere, mentre i loro no!
Non nego che qualche volta ho pianto e invidiato gli altri, ma con gli anni ho capito che se non fossi nata così e non avessi passato quello che ho passato non sarei la persona che sono ora.
Irene sopporta tutto con il sorriso, ma purtroppo il problema non è risolto...
Il piede destro è andato in recidiva, così a 16 anni sono stata operata di nuovo a Treviso con allungamento del tendine d'Achille e osteotomia valgizzante del calcagno. Tutto vano, in quanto il piede destro è rimasto storto e rigido, con una dorsiflessione minima.
Ho girato tutta Italia per trovare una soluzione, ma nessuno mi dava speranze: tutti proponevano la triplice artrodesi o la protesi totale di caviglia, e ovviamente io ho rifiutato! 
Finalmente nel 2015 incontro la dottoressa Ey, la quale mi propone un intervento a entrambi i piedi, promettendomi grandi miglioramenti. All'inizio ero un po' scettica perché negli anni mi avevano fatto mille promesse mai mantenute, ma vedendo i risultati ottenuti su altri ragazzi ho deciso di mettermi nelle sue mani. E non avrei potuto scegliere meglio!
Così il 30 settembre 2015 la dottoressa mi ha operata a Barcellona: allungamento del tendine d'Achille in percutanea in tre punti (quindi senza le brutte cicatrici degli interventi tradizionali), fasciotomia sempre in percutanea, tenotomia di adduttore e dita; al piede destro anche osteotomia del primo metatarso e transfer del tibiale anteriore; purtroppo non è stato possibile rimuovere le vecchie viti dell'osteotomia al calcagno perché troppo calcificate.

 I risultati sono sorprendenti...


A coloro si trovino in una situazione simile alla mia voglio dire che non bisogna rinunciare a niente: magari con qualche piccola difficoltà, ma possiamo fare tutto esattamente come gli altri! Non accontentatevi mai di risultati mediocri e non arrendetevi, perché una soluzione c'è sempre, soprattutto quando esistono medici come la Dottoressa Ey!
 




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