30/09/11

IL TUTORE: INDICAZIONI E CONSIGLI UTILI


ISTRUZIONI PER INDOSSARE IL TUTORE (Mitchell)
  • Separate le scarpine dalla barra (premete sulla scritta “push”) e aprite i sandali, slacciando completamente i cinturini.
  • Indossate le scarpe, infilando prima il piede sano (ptc monolaterale) o quello meno grave (bilaterale).


  • Anche se le scarpe non hanno una "destra" e una "sinistra", è consigliabile indossarle con le fibbie all'interno (al contrario rispetto ai sandali normali). 
  • Calzate la scarpa tenendo il piede ad entrambi i lati della caviglia e facendolo scivolare nel sandalo più in fondo e in basso possibile.
  • Tenendo il piede ben aderente alla suola, stendete bene la linguetta (facendo attenzione a non fare pieghe) e allacciate il cinturino centrale. Il cinturino centrale è il più importante e mantiene il calcagno ben saldo nella scarpa. È inutile marcare sul cinturino il foro utilizzato perché con l’uso tenderà ad allungarsi e il segno sarà inutile.
  • Il cinturino deve essere ben stretto, senza però esagerare, bloccando la circolazione o danneggiando la pelle del piede.
  • Se durante l'operazione il piede si sposta, occorre ricominciare da capo.
  • Controllate che il calcagno sia ben saldo nella scarpa attraverso i buchi sul retro dei sandali.
  • Allacciate anche il cinturino in alto e poi quello sulle dita.
  • Controllate che le dita escano dritte e che nessuna sia piegata sotto le altre.
  • Infine agganciate la barra: assicuratevi che la sua lunghezza (misurata come la distanza tra le viti centrali delle scarpe) sia uguale o leggermente superiore alla larghezza delle spalle.


Attenzione: vesciche e arrossamenti sono spesso causate da un sandalo non abbastanza stretto! Se il sandalo non è ben stretto, aumenta lo sfregamento!

Attenzione: non preoccupatevi se il calcagno non scende subito al livello della suola, perché può occorrere qualche settimana.

Attenzione: I primi giorni i bambini possono essere irritati dall'uso del tutore; se necessario frizionate la pelle con alcool e, previa indicazione del medico, somministrate un antidolorifico.

LE CALZE
  • Usate sempre calze di cotone alte per coprire la parte di piede e di gamba che entra in contatto con la scarpa.
  • Le calze devono essere morbide, elastiche, senza ricami o cuciture, non larghe. Si possono anche usare calzini di cotone normali al rovescio, in modo che cuciture e ricami non siano a contatto con la pelle.
  • Devono essere ben tirate, per evitare pieghe. Per non segnare il polpaccio con l'elastico, rivoltate il bordo superiore sopra la gomma e il sandalo.
  • I primi giorni, dato che il piede è più sensibile dopo la rimozione del gesso, è bene indossare due calzini, uno sopra l'altro, o calze molto spesse. Se non ci sono problemi di piaghette o vesciche, si possono poi utilizzare anche calze sottili.
  • Sono particolarmente adatte le calze di spugna antiscivolo; lo spessore protegge il piede e la gomma aumenta l'aderenza alla scarpa.
  • In inverno è abbastanza semplice trovare e utilizzare calze di spugna spesse, in estate invece un calzino pesante può far sudare il piede, che quindi si può irritare; molte mamme consigliano l'uso delle calze Black Robin. 
  • Alcuni mettono un pezzetto di stoffa di lino tra calzino e scarpa: asciuga il sudore, mantiene fresco il piede e previene gli arrossamenti.
  • D'estate alcuni genitori consigliano di aprire la punta dei calzini leggeri di cotone, per far respirare il piede.
 
    Attenzione: spesso vesciche e piaghette sono causate da un calzino inadatto, troppo largo, non tirato. State attenti che il calzino non faccia pieghe!

    I calzini Black Robin: le mamme che le hanno provate si sono dichiarate molto soddisfatte di questo calzino, appositamente studiato in base all’esperienza diretta di alcuni genitori per essere utilizzato con i tutori Ponseti.
    In concreto si tratta di calze di spugna antiscivolo a doppio strato, come quelle dei corridori professionisti, con cuciture minime, fatte in modo da eliminare la frizione tra pelle e tessuto, e prevenire la formazione di vesciche e piaghe.
    Noi, ad esempio, ne parliamo qui.
    Sono in vendita presso il Centro Ortopedico Essedi.


    VESCICHE, PIAGHE, IRRITAZIONI
    Come già detto, arrossamenti, piaghe e vesciche sono in genere causate dal cinturino allacciato troppo largo o da calzini inadatti e mal indossati. Per risolvere il problema, quindi, è assolutamente necessario rimuovere le cause, stringendo di più il cinturino e indossando calzini adatti; eventualmente si possono mettere due paia di calze, una sopra all'altra per dare sollievo al piede e far guarire la lesione.

    Ponseti sconsiglia vivamente l'uso di lozioni, che non risolvono il problema; una volta però che il bimbo ha pieghe e vesciche, è necessario curare anche le lesioni, per dare sollievo e non rendere intollerabile l'uso del tutore.

    I genitori utilizzano in questi casi alcuni palliativi:
    • prodotti specifici per vesciche (cerottini, pomate, ecc), su consiglio del medico o del farmacista;
    • creme rigeneranti e idratanti, quali l'olio Vea (con vitamina E);
    • creme all'ossido di zinco (quelle per il cambio del pannolino), meglio se senza paraffina e petrolati, che non fanno respirare la pelle (personalmente mi trovo bene con la crema protettiva Weleda, che non impiastriccia);
    • prodotti per "asciugare" il piede, nel caso l'irritazione sia dovuta al sudore (ad esempio il talco; io mi trovo bene con la crema Prep, che asciuga e rinfresca, oltre ad avere l'ossido di zinco).
    Attenzione: se non rimuovete le cause, qualsiasi crema o pomata sarà assolutamente inutile!

    Attenzione: molti genitori riferiscono di un'accentuazione dei disturbi per l'uso di scarpe troppo piccole: fate presente il problema e insistete per preparare con adeguato anticipo la richiesta all'ASL per il cambio delle scarpine.

    Pressure Saddle MD: Se le piaghette si formano in corrispondenza del cinturino centrale, possono essere utili i cuscinetti studiati per alleviare la pressione in quel punto (vedi immagine). Sono prodotti dalla MD e si acquistano presso le ortopedie.


    ABBIGLIAMENTO, CULLE, PASSEGGINI, LETTINO
    • Per quel che riguarda l'abbigliamento, sono vietate le tutine e i pantaloni con i piedini. Avvertite familiari e amici della necessità di regalare solo pantaloni senza piedi. Eventualmente si possono tagliare i piedi alle tute che già si posseggono.
    • Per il cambio del pannolino, alcuni genitori si trovano meglio con i pantaloni con i bottoni sulle gambe, mentre altri preferiscono i pantaloni interi, che però devono essere abbastanza larghi ed elastici (ad esempio di felpa, maglina di cotone o ciniglia).
    • Le culle e le carrozzine non devono essere troppo strette. Anche se le marche più diffuse sono in genere abbastanza larghe, per evitare sorprese potete chiedere consiglio agli altri genitori in rete.
    • Alcuni genitori riferiscono di bambini con i piedini incastrati tra le sbarre del lettino. Per ovviare al problema si possono foderare le sponde con un paracolpi alto (eventualmente costruito cucendo due strisce paracolpi una sopra all'alta, o adattando una trapunta imbottita).
    • Un problema comune è quello di lenzuola e coperte che si arrotolano, si incastrano sulla barra, vengono calciate via, ecc. In realtà l'insofferenza alle coperte è tipica di tutti i bambini, e si risolve facilmente utilizzando un pigiamino più pesante o un sacconanna. Fate attenzione che sia abbastanza largo: della linea Black Robin esiste anche un sacconanna più largo del normale, ma di solito vanno benissimo i comuni prodotti in commercio (Kiabi, Ikea, Grobag, ecc). Nel dubbio, chiedete consiglio alle altre mamme, ad esempio qui.
    • Il sacconanna è comodissimo anche quando si va in giro d'inverno per coprire i sandali del tutore, dato che non si possono usare le scarpe.
    • Sempre d'inverno si possono coprire i sandalini del tutore con dei calzini antiscivolo o delle babbucce tagliate sul tallone (per infilare la barra), rifinite con un orlino. Anche il pile si presta bene perché è caldo e semplice da tagliare e cucire. Utile il velcro per chiudere dietro i copripiedini.

    MANUTENZIONE, PULIZIA, RIPARAZIONE
    • Stringete periodicamente le viti delle scarpe e della barra, se non volete trovarvele sparse per casa o peggio perderle in giro.
    • Può essere utile applicare ai sandali un prodotto per impermeabilizzare la pelle scamosciata e proteggerla dal contatto con sostanze liquide (fuoriuscite dal pannolino, rigurgiti, ecc.).
    • Si possono immergere nella lacca le estremità dei cinturini per indurire la pelle e facilitare l'introduzione nella fibbia.
    • Il tutore è in garanzia per sei mesi: se si rompono i cinturini o si deformano i pezzi della barra, rivolgetevi subito all'ortopedia per la sostituzione; se il tutore è fuori garanzia, ai primi segni di malfunzionamento attivatevi per preparare la documentazione necessaria alla sostituzione tramite l'ASL.
    • Per la manutenzione, la pulizia delle scarpe, la riparazione dei cinturini, potete rivolgervi ad un calzolaio.

    ALTRI CONSIGLI
    • Create un’imbottitura per la barra. Ponseti consiglia le imbottiture usate per i manubri delle biciclette. Alcune mamme foderano la barra con un pezzo di stoffa imbottita (ad esempio una trapunta). Si può creare un completo colorato e vivace ricoprendo sia i sandalini che la barra, da decorare con animaletti e forme gradite al bambino. Qui Piera spiega come fare.
      Creando un’imbottitura sulla barra del tutore eviterete colpi a voi, al bambino e ai mobili di casa.
    • Quando indossa il tutore, il bambino può stare in piedi, ma bisogna evitare che cammini perché può rompere la barra; in particolare bisogna fare attenzione con la barra Dobbs, che permette un maggiore movimento e rende più facile per il bambino camminare.
    • Se avete dei dubbi, mettete il tutore al bambino davanti al vostro medico.
    • Le prime volte può essere conveniente fare pratica quando il bambino è addormentato, per prendere la mano senza che il bimbo si agiti.
    • Il tutore Mitchell è in genere fornito già regolato a 60° (equivalenti ai 70° del tutore Dennis-Brown) per il piede torto e a 30° per il piede sano. Nel caso sia necessario regolarlo nuovamente (ad esempio se si stacca una vite), bisogna togliere la vite esterna e allentare quella che si trova al centro per far girare il quadrante; poi inserire nuovamente la vite esterna nel foro corrispondente all'angolo desiderato (60 o 30).

    FATE ACCETTARE IL TUTORE AL BAMBINO...
    • Giocate con il vostro bambino mentre indossa il tutore. Questa è la soluzione per superare l’irritazione che è spesso dovuta all’incapacità del vostro bambino di muovere le sue gambe indipendentemente l’una dall’altra. Dovete insegnare al vostro bambino che può muovere e dondolare le gambe anche quando indossa il tutore, ma lo deve fare simultaneamente. Potete spingere e tirare delicatamente sulla barra del tutore per insegnare al vostro bambino a flettere e stendere le ginocchia insieme.
    • Fate in modo che l'indossare il tutore diventi una routine nella vita del bambino. Se fate sempre indossare il tutore nelle ore notturne e durante i riposini, il bambino lo vedrà come una delle sue abitudini della nanna, come il ciuccio, il pupazzo, la copertina, la favola della buona notte e la preghierina della sera.
      Indossiamo il tutore 12 ore ed è come mettere il pigiamino... per lui è naturale, sembra persino contento e ci gioca sollevando ed abbassando i piedini sul letto prima di addormentarsi!
    • La sera non mettete le scarpine subito prima di andare a letto, ma con un po' di anticipo, di modo che il bambino le indossi per un certo tempo prima di addormentarsi. Questo sembra aiutare i bambini ad adattarsi meglio.
    • Raccontate al vostro bambino fin da piccolo la storia del suo piedino e delle scarpine. Ogni sera, anche se vi sembra troppo piccolo per capire, mentre mettete il tutore, raccontate della sua nascita, del piede torto, del dottore che l'ha “aggiustato” e raddrizzato, dei gessi, perfino della tenotomia. I bambini vanno matti per le storie di dottori, gessi, bende, cerotti, operazioni, medicine, ecc ecc.!
      C'è chi parla di un piede “biricchino” e di magiche scarpette delle fate, e chi semplicemente di piede torto e di tutore. In ogni caso, per il vostro bambino diventerà la favola della buona notte, con lui come protagonista di una storia unica e avventurosa.
      Il mio Giovanni ha due anni e sa già di essere nato con il piede torto, di essere stato curato dal dottor Monforte (“è bravissimo il dottore, mi ha aggiustato il piedino!”), di aver messo i gessetti (ogni volta che vediamo qualcuno col gesso gli ricordo che lo ha messo anche lui), di aver fatto l'operazione (“mi ha fatto zac! Mi ha messo il cerotto...”), e che è per questo che porta le scarpine per dormire. Sapeste come ne è orgoglioso!
    • Decorate con il bambino le scarpine con adesivi, applicazioni, disegni, copribarra e copripiedini colorati:
      all’inizio abbiamo avuto un po’ di problemi (anche a lei non piaceva). Oggi Sofia indossa il tutore 12/14 ore al giorno ed è lei stessa a chiedermi, prima di metterla a dormire, “cappe, cappe…” perché vuole indossarlo! Noi lo abbiamo decorato con stickers a forma di animaletti, le piacciono una sacco e le fanno compagnia durante la nanna.
      Il tutore diventa un giocattolo e i bambini lo cercano, ci giocano, addirittura lo baciano!
    • Sfruttate la possessività dei bambini: se rifiuta il tutore, provate a minacciare di darlo ad un altro bambino, al fratellino, o di buttarlo via. Il bambino, per reazione, chiederà di metterlo:
      Fino a qualche mese fa per metterglielo dovevo aspettare quando si addormentava, e ora invece l’accetta: le ho detto che se non lo voleva l’avrei dato ad un altro bimbo, e lei è così possessiva che mi ha risposto con un secco no!
    • Se il bambino non tollera proprio il tutore, valutate insieme al medico l'utilizzo della barra dinamica Dobbs. 
    • Nei primi giorni, togliete il tutore per brevi periodi, in modo da aiutare il bambino a tollerarlo, ma non toglietelo mai mentre il bambino piange! Se il bambino impara che piangendo ottiene la rimozione del tutore, questa abitudine sarà poi difficile da correggere. 

    ...E SOPRATTUTTO ACCETTATELO VOI

    Mentre i papà, in genere, non si fanno troppi problemi con il tutore (lo vedono come uno strumento necessario e non si preoccupano del giudizio degli altri), per le mamme può essere un vero cruccio. 

    Sembra uno strumento di tortura e si ha la paura (assolutamente infondata) che faccia male al bambino. 
    Impedisce l'utilizzo dei normali corredini, magari messi da parte con largo anticipo da mamme e nonne, impazienti di far indossare quella bella tutina o i pantaloni all'ultima moda.
    E poi è davvero bruttarello, e ad alcune all'inizio fa proprio impressione. Gli sconosciuti, invece di sorridere e fare smorfie ai bambini, spesso lanciano sguardi stupiti, curiosi e imbarazzati.

    Per quanto sembri incredibile, alcuni possono essere assai sgradevoli e maleducati, arrivando a fissare insistentemente il tutore o addirittura criticare apertamente i genitori:
    Vorrei raccontarvi quello che mi è capitato ieri in ospedale, dove avevo portato Francesco per un controllo. In sala d'attesa, dove c'erano altre mamme con i bimbi, si siede vicino a me un tipo che con aria minacciosa mi dice: “Signora, perché ha legato così il bambino?” Faccio notare il termine LEGATO con un sorriso. Ho risposto che era talmente birbo che era il solo modo tenerlo fermo!
    E se c'è chi appunto reagisce con una battuta, per alcune mamme può essere più difficile; qualcuna arriva a vergognarsi di mostrare il tutore, evitando addirittura di uscire con il bambino per non dover dare continue spiegazioni.

    E' evidente che non ci sia nulla di cui vergognarsi nel dover indossare un tutore ortopedico: sarebbe come vergognarsi di mettere un apparecchio per i denti (avete presente il “baffo” di metallo che indossano i bambini?) o il gesso dopo una frattura!
    Ma se diventa troppo pesante psicologicamente affrontare il giudizio degli altri, si può tranquillamente evitare coprendo le gambine con un sacco nanna o un lenzuolino. Anche ricoprire il tutore con babbucce colorate (aperte sul tallone) e copribarra può rendere il tutore molto meno vistoso. Certo questo si può fare più facilmente d'inverno, mentre d'estate bisogna proprio farsi forza e fregarsene allegramente di quello che possono pensare gli altri.

    Bisogna anche pensare che il tutore viene portato full time solo qualche mese, e che quando verrà portato solo di notte il problema non ci sarà più. 

    Le critiche sono però ancora più difficili da affrontare, e tanto più gravi, quando provengono da pediatri e ortopedici. Ad esempio, Stefania racconta sul forum:

    Ieri sono stata a fare l'ecografia all'anca a Nicholas. Diciamo che questa è stata una sorta di prima uscita ufficiale in quanto mi sono ritrovata in sala di attesa con 40 gradi all'ombra e le soluzioni erano o far sciogliere Nico sotto l'enorme coperta con cui l'ho avvolto, o scoprirlo e renderlo "pubblico" a tutti.
    Mi sono fatta coraggio e gli ho sfilato la copertina... Beh, come mi aspettavo, una signora si è addirittura messa in piedi di fronte a noi per guardarlo meglio....
    Mi sa che mi devo abituare ormai, ma quello che mi ha dato più fastidio sono stati i commenti del medico che lo ha visitato: quando ha visto il tutore ha detto che lui in 60 anni di carriera non ha mai visto un modo così barbaro di curare un piede torto, che lì non trattano i bambini così e che io da madre potevo risparmiare a mio figlio tanta barbarie.
    Devo dire la verità che mi ha insinuato parecchi dubbi che già avevo da me: e se davvero potevo risparmiare a Nico tanta sofferenza? So di molti bambini curati con massaggi o bendaggi... se avessi provato anche io?

    Bisogna in questi casi sempre tenere presente che il tutore non serve a correggere, ma ad evitare recidive. Con qualsiasi metodo si corregga il piede, questo tenderà a recidivare, con il rischio di dover ricorrere a pericolosi e dolorosi interventi chirurgici. Il tutore può dare fastidio, ma non fa alcun male al bambino, al contrario di un intervento invasivo, che può provocare infezioni, necrosi, problemi di cicatrizzazione, indebolimento dei muscoli e dei tendini, dolore, artrite, claudicazione (cioè si arriva a zoppicare, soprattutto in età adulta); e le sue cicatrici si portano per tutta la vita.

    Sul fatto di preferire altri metodi, che non garantiscono le stesse probabilità di successo, ecco alcune risposte che ha ricevuto Stefania:

    Il metodo più usato in Italia è fare qualche gesso senza alcun criterio per arrivare in moltissimi casi all'intervento chirurgico invasivo, che può ripetersi diverse volte nel corso degli anni con grandi probabilità di avere in età adulta forti dolori ai piedi: questa è barbarie!!! 

    Oggi ho conosciuto una mamma... il suo bimbo di 5 anni è nato con i piedi torti (non curati col metodo Ponseti): porta scarpe correttive, tutore di notte, ha già fatto quattro operazioni e fa fisioterapia due volte a settimana, con dolori, urla e pianti... Te lo dico come testimone... sentivo il piccolo da fuori...

    Insomma, quando ci vengono dei dubbi, dobbiamo pensare che il tutore non fa male a nostro figlio, invece subire un codivilla sì! A quattro-cinque anni smetterà di portarlo e potrà anche fare le Olimpiadi. Lo stesso purtroppo non si può dire di chi è trattato chirurgicamente.

    Per concludere riporto alcuni stralci da una conversazione in rete (Odio il tutore!):

    Nicholas mercoledi' ha indossato il tutore per la prima volta e da allora lo vedo molto cambiato. Quando non mangia e non dorme non fa altro che lamentarsi, piange e ha stizze di nervi, e io non faccio altro che attribuire il tutto a quell'orribile oggetto....
    Mi dispiace ma proprio non riesco ad essere serena, leggo le vostre mail e non posso credere che per tutti voi sia così semplice, che i vostri bimbi non si accorgano di nulla.
    Nicholas odia il tutore come me e lo sento, ed ho paura che tutto quello che sta vivendo possa influire sul suo carattere futuro e che lo formi in modo poco sereno e tranquillo.
    Insomma ho mille paure e sento che anche lui le ha, non riesco ad organizzarmi con le tutine, con i cambi di pannolino... penso penso continuamente a come poteva essere diverso...
    So che sono sbagliata ma mi chiedo: possibile che sia solo io così? possibile che tutti i bimbi del mondo sono sereni e il mio no?
    So che sono ignobile ma non riesco a volte nemmeno a tenerlo in braccio e ad allattarlo...
    Mi dispiace, non vorrei lamentarmi o abbattere qualche mamma che sta iniziando
    adesso, ma ho tanta voglia di sfogarmi con chi passa le mie stesse cose....
    Ieri sera, dopo aver tolto il tutore, non riuscivo più a metterlo... il calcagno non aderisce bene come quando lo ha messo Bellini, così ho pianto, urlato e sono passati 35 minuti senza tutore... e adesso sono convinta di avergli fatto del male perché lui piangeva a dirotto insieme a me...
    Mi sento davvero uno schifo... e proprio non reggo la situazione...

    Stefania, mamma di Nicholas ptc dx III grado 23h di tutore

    Cara Stefania,
    innanzitutto grazie per aver dato voce con tanta sincerità ai tuoi pensieri.
    Ognuno di noi si è confrontato con la rabbia di fronte alla "sorpresa" dei piedi torti. Ognuno di noi si è chiesto perché non poteva godersi con serenità il suo bambino ed affrontare i suoi primi meravigliosi giorni di vita preoccupandosi al massimo di quante volte sporcava il pannolino o della crosta lattea.
    Ognuno di noi ha desiderato stringere il proprio bimbo e farlo dormire sulla propria pancia proprio come si vede sulle foto sui giornali, pelle contro pelle, senza gessi o tutore.
    Non sai quante volte io ho perso la pazienza, urlando, piangendo, prendendomela con chi mi circondava perché non sapevo come fare a sfogare la tristezza e la paura che avevo dentro. Non sai quante volte ho desiderato poter ripercorrere i primi mesi della vita del mio Giuseppe con serenità senza le paure e le angosce che hanno accompagnato quei giorni e che mi hanno fatto perdere tanti momenti meravigliosi di cui le altre mamme parlavano. ...
    Nessuno può accettare con serenità che il proprio figlio possa avere difficoltà nella vita o che la nostra esistenza debba ruotare intorno agli orari del tutore.
    Quello che mi ha dato forza fin dall'inizio però è stato leggere su internet le conseguenze della terapia tradizionale, le recidive continue di chi non ha avuto la fortuna di usare il tutore, le torture indicibili che hanno subito bambini operati due, tre, cinque volte e non parliamo di tenotomia ma di interventi di sette otto ore.
    Una volta ho conosciuto il papà di un bambino del paese in cui lavoravo. Il bambino era stato operato quattro volte a Milano, aveva dovuto fare fisioterapia ogni giorno anche a Ferragosto ed ancora camminava malissimo. Di fronte alla prospettiva di un altro intervento quando aveva undici anni ha detto al padre che piuttosto si sarebbe buttato dal balcone.
    Ho letto di persone che dopo innumerevoli interventi in America ed Australia hanno preferito amputarsi i piedi piuttosto che soffrire per i dolori che provavano.
    Scusami per questo terrificante elenco di cose orrende ma io ho sempre pensato a tutto questo quando mi arrabbiavo per tutti i limiti che il tutore imponeva a Giuseppe ed a noi. Erano questi pensieri a darmi la forza di amarlo: sapevo che era lo strumento per evitargli ed evitarci un calvario. ...
    Non c'è niente di strano nei tuoi sentimenti, non c'è niente che non va in te. Devi solo avere il tempo di metabolizzare ed andare avanti.
    Sono certa che ce la farai grazie all'amore infinito che provi per il tuo bambino. E' solo da questo sentimento che sgorga la tua rabbia, ma vedrai che lentamente riconquisterai la tua serenità e la comunicherai anche a lui.
    Un bacione ad entrambi.
    Titty


    Per confrontarsi con altri genitori su questi argomenti:

    GRUPPO DI FB Piede torto congenito
    GRUPPO DI FB Piede torto congenito metodo Ponseti
    GRUPPO DI FB Adulti e ragazzi con il piede torto
    GRUPPO DI YAHOO Piede_torto_possibili_terapie

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