22/01/12

LA STORIA DI ALESSANDRO


Veronica è la mamma di Alessandro, un bambino di 20 mesi nato con piede torto bilaterale, massacrato per due lunghi mesi da medici che affermavano di usare il metodo Ponseti, poi perfettamente curato dal dottor Monforte in poche settimane.



La scoperta del ptc al parto è un duro colpo per Veronica, già molto provata per la perdita di una bambina:


 
Prima di Alessandro, appena sposata, ero rimasta incinta di una femminuccia ed ero al settimo cielo. La sua perdita è stato un dolore enorme.
Poi, solo sette mesi dopo, ecco il miracolo, il mio raggio di sole: aspetto Alessandro!
Ma al parto ci sono ancora problemi: Ale voleva nascere ma con i piedini in quella posizione non riusciva a scendere, e in più si stava strozzando con il cordone. Non vi dico la paura che ho provato e che non dimenticherò mai. Insomma, alla fine mi hanno dovuto fare un cesareo d'urgenza.
Solo allora si scopre il ptc e i medici informano mio marito, che non me lo voleva dire subito per non spaventarmi, per cui sono venuta a saperlo solo il giorno dopo.

Quando l'ho scoperto mi è crollato il mondo addosso, piangevo e piangevo, chiedendomi: perché a me? perché devo soffrire di nuovo?

Qui in Sicilia dicevano che era gravissimo, che non avrebbe mai camminato, e io sono caduta in depressione.

Ero così sconvolta che i primi giorni non lo facevo toccare o prendere in braccio da nessuno, per paura che potessero fargli male... a pensarci adesso mi sento un po' stupida!

Ma ho reagito, ho lottato e mi sono fatta forza per il mio bambino. Oltretutto solo un mese prima mio marito aveva perso il lavoro e per fortuna avevamo qualcosa da parte, perché poi ci sarebbe servito per partire e curare Ale a Milano. 


I primi due mesi sono un inferno...

Qui mi dicevano di utlizzare il metodo Ponseti, e invece stavano facendo esperimenti sulla pelle di mio figlio! Se ripenso al mio piccolo Ale, di appena quattro giorni, mentre gli massacravano i piedini con quei pesanti gessi e lui piangeva, pieno di piaghe... questo per due lunghissimi mesi, in cui gli hanno messo ben dieci gessi, con l'unico risultato di peggiorare la situazione.

Alla fine volevano addirittura rompergli le caviglie e fissarle con delle viti, per poi ingessarlo ancora tre mesi! Ero davvero disperata...
 
Finalmente Veronica vede uno spiraglio di luce...

Ecco, un giorno la vita di Ale cambia grazie al popolo di Internet e al dottor Monforte.
Ero seduta al PC con il mio principino accanto che dormiva nella cesta, gli guardavo i gessetti e piangevo. Per distrarmi mi sono messa a cercare amici su Facebook, e digitando per sbaglio nella ricerca "piede torto" mi si è aperto un mondo: ho conosciuto le altre mamme del gruppo Piede torto congenito, in particolare Dani, che mi ha consigliato il bravissimo dottor Monforte. Sono dovuta andare fino a Milano perché in Sicilia non ci sono medici accreditati per il metodo Ponseti.
Ale aveva due mesi quando l'ho portato da Monforte, e lui in un solo mese l'ha sistemato perfettamente! Non ci potevo credere!




Poi a sette mesi ha fatto la tenotomia percutanea, un intervento per nulla invasivo che lascia una cicatrice quasi invisibile. Chi non lo sa, quando racconto che è stato operato mi prende per pazza!





Veronica non vede l'ora di vederlo camminare, e finalmente...


Per tutte le mamme è un'emozione unica, ma soprattutto per noi: a 14 mesi il mio Alessandro si è lasciato andare e vederlo camminare sui suoi piedini più dritti dei miei è stata una gioia immensa.

Come previsto dal metodo Ponseti, Ale deve indossare il tutore. Il nostro campione non si lascia fermare e con il tutore ne combina di tutti i colori: gattona, si alza in piedi e tenta di camminare. Però la notte c'è qualche difficoltà, finché...


Due mesi fa, mi arriva per posta la nuova barra Dobbs... bellissima! Ale per la prima volta quella notte ha dormito tranquillo, non si lamentava del peso e l'ho visto più sereno, perché aveva capito che con questo tutore poteva muoversi più liberamente. E chiaramente se lui è felice lo sono anche io!

Incredibilmente, nonostante quei medici volessero spaccare le caviglie al piccolo Alessandro e prevedevano addirittura che non avrebbe mai camminato, ora che Veronica è andata altrove per salvare il suo bambino, qualcuno denigra l'eccezionale risultato raggiunto...

Pensa che c'è chi ha il coraggio di dire che si vede che Ale è nato con il ptc, che i piedi sono ancora storti (!)... di recente l'ha visto un medico del pronto soccorso, perché era malato, il quale mi ha detto che insomma, non vedeva un risultato proprio ottimale, che il piede torto con il tempo ritorna...
Io l'ho guardato negli occhi e gli ho detto: "senta, carissimo dottorino, voi qui sapete fare solo esperimenti, con i nostri figli! Mi creda che quello che ha fatto il dottore di mio figlio lei non è certo in grado di farlo, per cui stia al posto suo e si rimetta a studiare!".
Beh, se n'è andato sbattendo la porta, ma almeno mi sono tolta un sassolino dalla scarpa...

Lasciamo giudicare a chi legge se i piedini sono davvero storti:

oggi Alessandro cammina benissimo...


gli piace un sacco ballare...




non sta mai fermo...




...senza cicatrici, dolori, limiti di alcun tipo. E tutto questo grazie al metodo Ponseti e al passaparola...

Non potrò mai ringraziare abbastanza il dottor Monforte, che ora visita anche a Catania, e le mamme di Internet, soprattutto Dani, perché è grazie a loro che il mio ometto oggi gioca a rincorrersi intorno al tavolo con il suo papà.



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