11/09/12

IL MIO MEDICO APPLICA CORRETTAMENTE IL METODO PONSETI?





QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE

1) Come applica i gessi, fino al ginocchio o su tutta la gamba?

Il metodo Ponseti prevede l’ingessatura alta fino all’inguine, con i gessi piegati al ginocchio. Questo sia per evitare che i gessi “scivolino” via, sia per mantenere la rotazione ottimale. 
! Gessi che si sfilano e piedi gonfi sono un segnale di allarme.

2) Quanti gessi servono prima che il piede sia corretto?

In media l’iter prevede 4‐6 gessi da sostituire ogni settimana, a volte pochi di più se la torsione è molto severa o il piede particolarmente rigido. 
!  Più di 8 gessi senza ottenere la piena correzione sono un forte segnale di allarme. 
!  Ogni nuovo gesso deve compiere un passo graduale verso la correzione: se il piede è girato di colpo "in fuori" è un forte segnale di allarme.

3) Chi applica i gessi? 

 I gessi sono applicati dal medico ortopedico affiancato da un assistente. Il compito dell’ortopedico è prima di manipolare i piedi e poi di tenerli nella corretta posizione durante l’ingessatura effettuata dall’assistente. Il gesso deve partire dalla parte bassa della gamba per poi essere esteso alla gamba intera.
!  Le manipolazioni precedenti il gesso sono fatte esclusivamente dal medico: se vengono delegate ai genitori o ai fisioterapisti è un forte segnale di allarme.

4) Il gesso è doloroso?

Tutta la procedura deve essere assolutamente indolore per il bambino. Nel caso si mostri infastidito, deve bastare il ciuccio o il biberon per calmarlo.
!  Se siete in quattro a tenerlo e strilla come un matto, c'è sicuramente qualcosa che non va!

5) Quando si toglie il gesso, quando si mette il successivo?

Per non spaventare i bambini ed evitare lesioni, durante la rimozione è preferibile non usare la sega circolare ma un apposito coltello. Tra un gesso e l’altro non devono passare più di 20/30 minuti.
!  Togliere il gesso a casa la mattina, o addirittura la sera prima, è sbagliato perché il piede perde la correzione ottenuta.

6) Come viene eseguita la tenotomia?

La recisione del tendine di Achille tramite tenotomia percutanea è quasi sempre necessaria ma è una procedura non invasiva. Si può eseguire in anestesia locale o sotto leggera sedazione (soprattutto per i bambini più grandi). Lascia una cicatrice di 3-4 millimetri appena sopra il tallone e non prevede l’utilizzo di punti di sutura. L'intervento in se stesso dura 5 minuti e tutta l'operazione non dura più di mezzora. Dopo l’intervento sono posti nuovi gessi per 3 settimane.
!  Una cicatrice di 1-2 centimetri, più in alto, con punti di sutura, è un serio segnale di allarme.

7) Che tutore si usa?

Si usa solo il tutore Ponseti, composto da due sandalini/scarpine uniti da una barra. I modelli più usati sono il Mitchell Design e l'Alfaflex. Alcuni ortopedici prescrivono la barra articolata Dobbs nei casi in cui ci sia una forte intolleranza al tutore, solo ai bambini più grandi.
!    Il Tibax, le Bebax, valve, doccette o altri tutori sono un serio segnale di allarme.
!  Nelle ore di libertà il bambino indossa delle normali scarpe: anche la prescrizione di scarpe ortopediche a biscotto è un segnale di allarme.

8) Quando e quanto si usa il tutore?

Il tutore va indossato 23 ore al giorno per i primi due-tre mesi; poi scalando di una/due ore ogni mese si arriva a portarlo 12 ore intorno all'anno. Per abbassare al minimo la possibilità di recidiva, se ne richiede l’uso almeno fino ai 4 anni.
!  Se il tutore è sospeso prima dei 3 anni e mezzo, è un segnale di allarme.

9) Qual è la percentuale di riuscita del medico, senza interventi invasivi?

Il metodo ha un tasso riconosciuto di successo superiore al 95%, ma in realtà la sua scrupolosa applicazione e l'abilità del medico possono portare le percentuali molto vicine alla perfezione (99-100%). Per la nostra esperienza, se il metodo è ben applicato si possono curare con successo anche i piedi torti più gravi e atipici. Si possono ottenere buoni risultati anche con bimbi grandi e già trattati con altri metodi.
!  Se il medico dice che i piedi sono "troppo gravi", "rigidi", "tosti", "cattivi" e prospetta interventi invasivi (allungamento a zeta, capsulotomia, Codivilla), è un forte segnale di allarme!

10) Quale risultato si ottiene?

Se il metodo è applicato correttamente, in 2-3 mesi di terapie si ottiene un piede funzionale, flessibile, non dolorante, forte e di aspetto normale. I piedi devono essere dritti e ben aperti ("a papera"), e appoggiare bene tutta la pianta.
!  Se il piede è solo "migliorato", è "quasi dritto", non si alza sopra i 90 gradi, "si metterà a posto con la crescita", è un chiaro segnale di allarme!




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