19/09/12

PIEDE TORTO: NEGLI USA CAMBIAMENTO DI ROTTA GRAZIE A INTERNET

Un interessante articolo sulla diffusione del metodo Ponseti, ormai riconosciuto negli USA come la tecnica più efficace per la cura del piede torto:


Vi si sottolinea tra l'altro il ruolo determinante del passaparola tra genitori in Internet.

Il quadro negli USA appare rovesciato rispetto a quello italiano: se là ormai il metodo tradizionale chirurgico è quasi abbandonato in favore della più efficace tecnica non invasiva, qui la maggior parte degli ortopedici afferma di usare il Ponseti ma solo una piccola minoranza lo conosce e  applica correttamente.

Di seguito la traduzione dell'articolo:

PIEDE TORTO, IL CAMBIAMENTO DI ROTTA: QUASI TUTTI I CHIRURGHI ADOTTANO IL METODO PONSETI

Nella correzione del piede torto, l’abbandono dell’intervento chirurgico invasivo è oramai quasi completo, questo secondo la ricerca pubblicata nel mese di luglio sul Journal of Pediatric Orthopaedics (JPO). Lo studio mostra che il metodo Ponseti è il trattamento scelto dalla maggior parte degli specialisti e che una maggiore conoscenza della tecnica ha portato a migliori risultati.

L'articolo della rivista riporta i risultati di un recente sondaggio effettuato sui membri dell'associazione degli ortopedici pediatrici del Nord America (POSNA) per quanto riguarda il loro approccio al trattamento del piede torto. Negli 11 anni che sono passati dall'ultima indagine in merito, l'utilizzo del metodo Ponseti, tra gli operatori che hanno risposto, è salito dal 65% al 97,6%.

L’autore principale dello studio, il dottor Lewis E. Zionts, professore di ortopedia presso la David Geffen School of Medicine, dell'Università della California, osserva: "È un po' insolito per i chirurghi passare da un approccio chirurgico ad un metodo che, nella maggior parte dei casi, non prevede chirurgia."

Circa il 75% dei medici coinvolti ha dichiarato di aver cambiato approccio al trattamento del piede torto rispetto al periodo di formazione e praticantato. Zionts ritiene che i genitori di bambini affetti da piede torto, armati di informazioni raccolte da Internet, abbiano guidato il cambiamento.

"Poiché l'accesso a Internet è diventato sempre più disponibile dalla fine del secolo scorso, i genitori sono venuti a conoscenza in rete di opzioni di trattamento meno invasive" dichiara. "In molte occasioni i genitori, da ogni parte del paese, hanno raggiunto l'Università dell'Iowa per permettere ai loro bambini di essere curati direttamente dal Dott. [Ignacio] Ponseti, pur di evitare loro un intervento chirurgico. Spesso, questi bambini sarebbero poi stati seguiti dagli ortopedici locali che, in questo modo, hanno avuto la possibilità di osservare direttamente i benefici di questa tecnica. Con il tempo, più specialisti hanno adottato il metodo Ponseti".

Zionts e colleghi hanno riportato quella che sembra essere una migliore conoscenza del metodo Ponseti tra gli operatori. La tecnica prevede una serie di 4-6 manipolazioni e  ingessature di tutta la gamba, una tenotomia del tendine di Achille nella maggior parte dei pazienti, e l'uso di un dispositivo di abduzione del piede per prevenire recidive.

Negli anni successivi all’ultima indagine, l’utilizzo di ingessature lunghe è aumentato dal 79% al 98,7%.
Anche l’utilizzo del tutore dopo l’avvenuta correzione è aumentato, passando dall'85% al 99%, mentre l’utilizzo di tutori non previsti tradizionalmente dal metodo Ponseti -tutori AFO [N.d.T: dovrebbero essere i tutori a stivaletto tipo Bebax] e doccette- è diminuito rispettivamente del 50% e del 7%. Inoltre, i medici ora prescrivono l’uso del tutore più a lungo: l'età media in cui viene sospeso l’utilizzo è passata dagli 11 mesi nel 2001, ai 33 mesi nel 2012.

Complessivamente, Zionts ha osservato che questi cambiamenti sono probabilmente i maggiori responsabili del drastico calo del numero di bambini che necessitano di un intervento chirurgico, dal 54% nel 2001 al 7% nel 2012.

"Al momento, il metodo Ponseti è all’avanguardia per il trattamento del piede torto, e nessun trattamento chirurgico ha dimostrato di funzionare altrettanto bene", ha detto il dottor Norris C. Carroll, professore emerito di chirurgia ortopedica presso l'Università Nordoccidentale di Chicago. "Il problema principale che riscontro con il metodo Ponseti è mantenere la correzione nei bambini vivaci che non vogliono continuare a indossare il tutore."

Zionts insiste sul fatto che i medici debbano incoraggiare i genitori ad aderire al protocollo postcorrettivo di uso del tutore, e osserva: “Ci si può aspettare qualche rara recidiva, ma essa viene facilmente risolta con una breve serie di manipolazioni e ingessature, seguite nuovamente dall’utilizzo del tutore”.

Carroll ha recentemente pubblicato un articolo sul passato -e possibile futuro- del trattamento del piede torto in un’edizione del Journal of Pediatric Orthopaedics dedicata a questa condizione, dichiarando che, insieme ad altre possibilità, saranno presto disponibili biomateriali avanzati che riducono drasticamente la formazione delle cicatrici che causano problemi nel ricorso alla chirurgia.


Fonti:

Zionts LE, Sangiorgio SN, Ebramzadeh E, Morcuende JA. The current management of idiopathic clubfoot revisted: results of a survey of the POSNA membership. J Pediatr Orthop 2012;32(5):515-520.

Carroll NC. Clubfoot in the twentieth century: where we were and where we may be going in the twenty-first century. J Pediatr Orthop B 2012;21(1):1-6.


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