18/08/11

IL METODO PONSETI

Potete trovare una descrizione accurata del metodo Ponseti nel Manuale pratico del metodo Ponseti, che potete leggere ad esempio qui.

In questa pagina una sintetica descrizione del protocollo di cura.


CHE COS'È IL METODO PONSETI?

E' un trattamento di cura del piede torto ideato dal dottor Ignacio V. Ponseti (1914-2009), a partire dagli anni Cinquanta. E' il metodo più testato, sicuro, economico ed efficace per la cura del ptc.
Ponseti ha ideato il metodo per correggere la malformazione ricorrendo il meno possibile alla chirurgia. Meno chirurgia significa meno rigidità, meno debolezza e meno dolore in età adulta.


CHE DIFFERENZA C'È TRA UN PIEDE CORRETTO CON IL METODO PONSETI E UNO TRATTATO COL METODO TRADIZIONALE?

L'operazione chirurgica utilizzata (purtroppo ancora oggi) nel metodo tradizionale è molto invasiva e spesso non risolutiva; i genitori riferiscono di vistose cicatrici e soprattutto  di un piede debole, rigido, alle volte ancora storto, esteticamente "brutto" (appare, per così dire, "senza caviglia" e con poco tallone, tozzo, particolarmente corto), col tempo anche dolorante. E' inoltre particolarmente soggetto a recidive, per cui può essere operato più volte nel corso degli anni.

Nel metodo Ponseti la chirurgia è assente o minima (la tenotomia comporta un taglio di pochi millimetri; la cicatrice è praticamente invisibile), pertanto il piede è forte, flessibile, "appoggia" bene, rimane funzionale nel corso degli anni, senza dolore, ed è anche esteticamente quasi uguale ad un piede "normale" (ha la caviglia e il tallone ben disegnati, è solo un poco più corto, ma la differenza non si nota). Il tutore Ponseti riduce inoltre al minimo il rischio di recidiva, che comunque è più facile da curare in un piede trattato col Ponseti che in uno trattato chirurgicamente.

Qualche foto di esempio. Queste sono le cicatrici lasciate dall'intervento tradizionale:

















Questa invece è la cicatrice della tenotomia percutanea del metodo Ponseti, praticamente invisibile:











Qui il piede di un bimbo di tre anni, trattato con il metodo tradizionale:












Questo invece è un piede trattato con il Ponseti (il piede torto "era" il destro):
















COME SI CORREGGE IL PIEDE TORTO CON IL METODO PONSETI?

In un piede torto alcune ossa sono "fuori posto" e il piede appare ruotato verso l'interno; di conseguenza sono sviluppati in modo anomalo anche tendini, muscoli e legamenti. La cura comprende una fase correttiva e una fase di mantenimento.
Il medico corregge la rotazione con una serie di speciali manipolazioni (da non confondersi con le manipolazioni fatte dai genitori o dal fisioterapista nel metodo tradizionale!), l'applicazione di alcuni gessetti settimanali, l'eventuale tenotomia percutanea per allungare il tendine. Infine si mantiene la correzione ottenuta con il tutore con barra, fino ai 4-5 anni.
In caso di recidiva o di resistenza alle cure, può essere necessario, intorno ai 3-4 anni, un intervento (transfer tibiale anteriore), comunque meno invasivo dell'intervento tradizionale.
La principale causa di recidiva è l'applicazione scorretta del metodo, in particolare nell'uso del tutore.

IN COSA CONSISTE LA FASE CORRETTIVA?

Manipolazione e gesso. Il medico manipola il piede e applica immediatamente il gessetto, per mantenere la correzione ottenuta dalla manipolazione. Il gesso viene cambiato dopo una settimana. In genere si applicano 5-6 gessi settimanali. Anche per un piede torto molto grave non servono più di 8-9 gessi.












La tenotomia. Prima di mettere l'ultimo gessetto, il tendine potrà essere allungato con un piccolo intervento in anestesia locale o con sedazione (l'operazione dura meno di mezz'ora, tra preparazione, intervento vero e proprio, applicazione del gesso). Il tendine è tagliato con una incisione di pochi millimetri, dopo di che si porta un ultimo gesso per tre settimane. Nel frattempo il tendine si rigenera e si allunga. A questo punto il piede è corretto.

COME SI MANTIENE LA CORREZIONE OTTENUTA?

Una volta corretto, il piede tende a recidivare, cioè a crescere ruotando nuovamente verso l'interno. Per mantenere il risultato ottenuto, è essenziale l'uso del tutore, che è l'unico strumento veramente efficace di prevenzione delle recidive. Funziona nel 95% dei casi. Senza l'utilizzo del tutore una recidiva è invece quasi certa.
E' formato da scarpe alte collegate da una barra, che mantiene il piede nella rotazione corretta. Il tutore più usato in Italia è quello progettato da Mitchell sotto la guida del dottor Ponseti. I primi tre mesi si porta 23 ore al giorno, poi a scalare, per essere indossato solo di notte fino ai 4-5 anni. Quando il piede è libero non necessita di scarpe speciali.

IL METODO È DOLOROSO?

Il metodo non è assolutamente doloroso. Mentre l'applicazione del gesso nel metodo tradizionale può essere molto dolorosa, così come una fisioterapia non indicata e mal eseguita, le manipolazioni e l'applicazione dei gessi nel metodo Ponseti non provocano alcun dolore nel bambino, il quale durante i trattamenti può bere tranquillamente dal biberon o addirittura dormire.

LE CURE RITARDERANNO LO SVILUPPO DEL BAMBINO?

I gessi e il tutore non ritarderanno in alcun modo lo sviluppo del bambino, che imparerà normalmente a sedersi, gattonare e camminare.

QUANDO SI DEVE INIZIARE?

L'ideale è iniziare nelle prime settimane dopo la nascita del bambino, ma buoni risultati si possono ottenere anche in caso di ritardo nell'applicazione. Se il metodo è applicato molto tardivamente potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, comunque meno invasivo di quelli utilizzati nel metodo tradizionale.

QUALI SONO LE PERCENTUALI DI SUCCESSO?

I piedi sono corretti efficacemente con il metodo Ponseti anche nel 99% dei casi. Solo l'1% dei bimbi necessita di un intervento chirurgico invasivo, che invece rappresenta la norma nel metodo tradizionale.

QUANTO DURANO IN MEDIA LE CURE?

Nella stragrande maggioranza dei casi il piede è corretto in meno di due mesi. Ad esempio al Buzzi di Milano le cure della fase correttiva durano in media 45 giorni.

L'EFFICACIA DEL METODO È TESTATA?

La sicurezza del metodo è stata dimostrata attraverso studi e ricerche, ma soprattutto da più di 35 anni di follow up. In parole povere, i pazienti del dottor Ponseti sono stati seguiti anche al termine delle cure, per decenni, per verificare che i piedi rimanessero corretti, funzionali, elastici, senza dolore.

QUALI SONO VANTAGGI E SVANTAGGI DEL METODO PONSETI, RISPETTO AL TRADIZIONALE?

I vantaggi sono enormi: il numero dei gessi è molto ridotto (il metodo tradizionale può prevedere molti mesi di gessi); l'operazione non è invasiva (l'operazione tradizionale, in anestesia totale, dura diverse ore e lascia il piede debole, rigido e dolorante); non sono necessari lunghi periodi di trattamento fisioterapico; il metodo è più efficace, veloce, economico; il risultato è esteticamente e funzionalmente superiore.
Può essere invece impegnativo l'uso del tutore, la cui applicazione richiede costanza e fermezza. I genitori in difficoltà possono trovare sostegno in un gruppo di mutuo aiuto, come il gruppo piede_torto_possibili_terapie.

IL METODO PONSETI È SEMPRE APPLICATO CORRETTAMENTE?

Purtroppo no. La maggior parte dei medici che affermano di usare il metodo Ponseti in realtà applicano il metodo tradizionale o una variante meno efficace del Ponseti. Le differenze con il metodo originale possono riguardare la correzione (errori nelle manipolazioni o nell'applicazione dei gessi; interventi più invasivi, prematuri o tardivi) o la successiva fase di mantenimento (uso di tutori diversi, prescrizione di un numero insufficiente di ore, ecc).

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DI UN'ERRATA APPLICAZIONE DEL METODO?

Si va dalla "semplice" temporanea mancata correzione, se entro pochi mesi ci si rivolge ad un medico competente, ai danni permanenti cagionati da errate manipolazioni, interventi più o meno invasivi, mancato mantenimento della correzione, recidive, sviluppo scorretto del piede, ecc.

COME ESSERE SICURI CHE IL METODO SIA APPLICATO CORRETTAMENTE?

Ci sono alcuni indizi di errata applicazione del metodo: il bimbo urla di dolore durante la manipolazione e l'applicazione del gesso; i gessi sono molti più di 5-6, non sono settimanali, sono "bassi" (sotto il ginocchio), si sfilano, passano ore o giorni dalla rimozione di un gesso all'applicazione del successivo; si usano Bebax e scarpe a biscotto; le manipolazioni sono affidate ai genitori o a fisioterapisti; il tutore non è quello raccomandato da Ponseti (tutore Mitchell), il numero delle ore è ridotto o al contrario esagerato, si sfila o comunque non calza correttamente. Ma soprattutto dopo un paio di mesi il piede è magari migliorato, ma ancora ben diverso da un piede "normale".

Anche se un medico è rinomato e a prima vista sembra applicare il metodo Ponseti, non è detto che sia in grado di effettuare le giuste manipolazioni, che devono essere apprese con uno specifico addestramento. Per questo, alla fine di un percorso apparentemente corretto, il piede potrebbe non essere stato efficacemente curato.

L'unico modo per essere sicuri che il proprio figlio sia curato correttamente con il metodo Ponseti, è rivolgersi ad un medico che abbia appreso questo metodo direttamente alla fonte, osservando il dottor Ponseti e la sua équipe e lavorando con loro. Ponseti ha formato personalmente questi specialisti, che sono quindi accreditati e raccomandati dall'inventore del metodo in persona.

Non basta rivolgersi ad un medico "famoso": anche un medico considerato massimo esperto nella cura del ptc potrebbe non essersi mai recato in Iowa per verificare la correttezza del metodo direttamente da Ponseti.
Né affidarsi ad un centro rinomato: all'interno dello stesso ospedale ci possono essere grosse discrepanze tra colleghi quanto a conoscenza del metodo Ponseti.


COME CONOSCERE I NOMI DEI MEDICI FORMATI DA PONSETI?

Potete trovare i nomi dei medici certificati, gli allievi di Ponseti e le segnalazioni positive dei genitori I medici.




Per confrontarsi con altri genitori su questi argomenti:

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