12/04/12

LA STORIA DI MATTEO




Roberto ed Elisabetta  sono i genitori di Matteo, un bambino di 13 mesi nato con piede torto bilaterale e curato con il metodo Ponseti dal dottor Armando Gabrielli.


La loro storia inizia con un'ecografia, durante la gravidanza...

Il ginecologo che ha seguito la gravidanza della mia compagna, persona di grande professionalità e umanità, solitamente durante l'ecografia parlava molto, mostrandoci mano a mano il cuoricino, il nasino, le manine e le altre parti del corpo del nostro bambino. Quel pomeriggio, invece, continuava a muovere la sonda senza parlare, e Betta, che ormai lo conosceva bene, si stava già allarmando. Finalmente ci disse che voleva fare un'ecografia interna perché sospettava che il bimbo avesse il piedino torto. Per noi è stata una doccia fredda. Poi mentre faceva l'esame ci spiegava che cos'era e cercava di tranquillizzarci, ma noi eravamo nel pallone: ecco, anche ora, mentre ci ripenso, mi vengono le lacrime agli occhi...
Finita l'ecografia ci consiglia di fare subito la morfologica per confermare la diagnosi di piede torto bilaterale. Usciamo dallo studio che era tardo pomeriggio, ma muoviamo mari e monti per riuscire a prendere appuntamento per il giorno dopo alle 8 di mattina con un professore di Roma. Ero così sconvolto che non ricordo nulla fino al mattino successivo.
Dunque facciamo l'ecografia morfologica e ci viene confermata la diagnosi. Betta racconta i suoi dubbi, la confusione e un po' quello che ha letto la notte su Internet al professore, il quale le dice di spegnere il computer, leggersi tanti Topolini e portare a termine con serenità la gravidanza. Ci ha assicurato che nostro figlio avrebbe corso felice come gli altri e ci ha dato i riferimenti di un famoso ortopedico della capitale.
Nei giorni seguenti ci siamo informati a destra e a manca, cercando di organizzare un incontro con qualcuno per cominciare subito a pensare alle cure. Poi fortunatamente la svolta: navigando su Internet, mi sono imbattuto casualmente nel gruppo di Yahoo Piede torto possibili terapie. Lì siamo venuti in contatto con altri genitori e via mail abbiamo chiesto riguardo alle cure migliori per nostro figlio. Abbiamo scoperto che i medici che avevamo contattato purtroppo non erano certificati e che diversi genitori avevano avuto con loro dei grossi problemi. Per telefono abbiamo sentito nonno Matteo, il fondatore del gruppo, il quale ci ha rassicurati sul metodo Ponseti e ci ha parlato di Bellini e Gabrielli, due medici che aveva conosciuto in Iowa e che avevano curato insieme a Ponseti il suo nipotino Giuseppe.
Inizialmente abbiamo contattato il dottor Bellini, il quale però, operando ad Orvieto, ci ha consigliato di rivolgerci con fiducia al dottor Armando Gabrielli, un medico molto capace che ha lavorato per ben un anno in Iowa, imparando il metodo direttamente dal dottor Ponseti.
L'ho chiamato subito, e lui ci ha consigliato di aspettare la nascita, goderci il bambino un paio di settimane e poi prendere appuntamento. Io mentre gli parlavo piangevo, e lui, sentendomi scosso, mi disse che se volevo potevo raggiungerlo in giornata con la mia compagna all'ospedale dove lavora, il Policlinico Casilino. Così è stato: siamo subito corsi da lui e abbiamo parlato per più di un'ora. Ci ha spiegato tutto il percorso, dai gessetti al tutore, facendoci un'ottima impressione. La sua giovane età non ci ha per nulla spaventato, data la grande esperienza maturata in Iowa con Ponseti.
Il 12 marzo 2011 è nato il nostro Matteo e dopo un paio di settimane abbiamo iniziato le cure alla clinica Pio XI. Eccolo che dorme mentre andiamo a mettere il suo primo gessetto...


Mentre Gabrielli e la sua assistente, la dottoressa Beatrice Calabresi, gli mettevano il gesso, lui chiaramente si è svegliato e si è messo a piangere, ma è bastato dargli il biberon per calmarlo.


Ha messo quattro gessetti di una settimana, poi ha fatto la tenotomia percutanea, un piccolo intervento al tendine in anestesia locale. Tolto il gesso post-tenotomia, Matteo aveva i piedini un po' arrossati ma finalmente corretti!


Quindi ha messo il tutore. Questa è stata la parte più dura, perché i primi giorni Matteo era molto nervoso e si calmava solo prendendolo in braccio. Sostenuti dal gruppo abbiamo resistito alla tentazione di togliergli il tutore, perché sapevamo che era per il suo bene. Comunque dopo poco tempo si è abituato, abbiamo scalato piano piano le ore e le cose sono andate avanti per il meglio.



Oggi Matteo ha 13 mesi e ha dei piedini bellissimi...



Con grande emozione lo vediamo alzarsi in piedi e muovere i primi passi tenuto per mano...



Vogliamo ringraziare di cuore nonno Matteo per aver fondato il gruppo che ci ha sostenuto nel cammino di guarigione del nostro bambino, e soprattutto per averci fatto incontrare il dottor Armando Gabrielli, un medico preparato, professionale e disponibile. A lui abbiamo affidato i piedini del nostro cucciolo e grazie alla sua competenza oggi cammina come gli altri bambini.
Non trovo le parole per esprimere la nostra gratitudine nei suoi confronti e lo consigliamo senza alcuna riserva per l'affidabilità di cui ha dato prova con il nostro Matteo.




Per confrontarsi con altri genitori su questi argomenti:

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