17/10/12

LA STORIA DI GABRIELE




Gloria è la mamma di Gabriele, un bel bambino di 13 mesi nato con ptc bilaterale; dopo aver rischiato un intervento invasivo a Prato, è stato curato con successo con il metodo Ponseti dal dottor Bellini.

La loro storia inizia già durante la gravidanza...

Il piede torto di Gabriele ci è stato diagnosticato alla morfologica, e siamo stati subito indirizzati a Prato da un medico descritto da tutti come un "luminare" nella cura di questa patologia. Abbiamo fissato un incontro prima della nascita e lui ci ha tranquillizzato molto, parlandoci del metodo Ponseti. Ci ha anche mostrato il manuale, e noi a casa l'abbiamo scaricato da Internet e ce lo siamo letto per bene.
Pochi giorni dopo il parto eravamo di nuovo lì, ma il medico che in gravidanza era stato così gentile era diventato freddo e brusco: visitando il bambino disse che i piedini erano rigidi e che difficilmente sarebbe stato possibile correggerli con pochi gessi (prevedeva di farne una decina, il doppio di quanto necessario in genere con il Ponseti); comunque sicuramente avrebbe dovuto operarlo all'età di 5 mesi con un intervento di 3 ore per piede, in anestesia totale. Io sono scoppiata in lacrime. Gli ho chiesto se mettere per tanto tempo i gessi non avrebbe atrofizzato i polpacci, e lui mi rispose ironicamente: "i polpacci sono già ipotrofici, non lo vede? Eppure in pancia non ha portato certamente i gessi!".


Comunque il primo gesso andò bene: il medico lo mise con attenzione e non fece alcun male al bambino. Però poi ci disse di togliere il gesso la sera prima dell'appuntamento successivo e noi, che avevamo letto nel manuale che questo non doveva essere assolutamente fatto per non perdere la correzione ottenuta, ci siamo subito insospettiti. Appena tornata a casa, dopo aver pianto non so nemmeno quanto, mi sono messa a cercare informazioni online e fortunatamente ho trovato il gruppo di yahoo. Parlando con le altre mamme ho scoperto che moltissimi medici dicono di usare il Ponseti e invece fanno delle modifiche. Ho subito pensato inorridita a quello che ci aveva detto quella mattina il dottore sull'intervento invasivo a 5 mesi.
La settimana dopo siamo tornati all'ospedale senza togliere il gesso, così l'ha tolto l'ortopedico di turno, una dottoressa che ha chiacchierato tutto il tempo e ha fatto mettere in posizione il piede all'infermiera. E i gessi che ha fatto non erano nemmeno uguali tra loro!
Il giorno dopo andiamo a Firenze, perché avevamo sentito parlar bene di un altro dottore. Quello ci fa aspettare 3 ore e non visita nemmeno il bambino. Solo, guardando i gessi, ci dice che quello era il metodo Ponseti (ma va?) e che lui glieli avrebbe fatti uguali.
A quel punto ho telefonato al dottor Bellini, che mi ha dato appuntamento tre giorni dopo. Lui, come noi, è rimasto molto perplesso nel vedere i gessi che avevano messo a Gabriele, assolutamente non conformi al metodo Ponseti, e soprattutto nel trovare sul piede una brutta piaghetta (a Orvieto non abbiamo mai avuto alcun problema di questo tipo).
Il dottor Bellini ci ha convinto subito per la professionalità e la gentilezza dimostrate. Ad esempio ci ha anche telefonato dopo il primo gesso per sapere come stava il bambino, il che secondo me è segno di grande sensibilità, amore per il proprio lavoro e per i piccoli pazienti.
Dopo 4 gessi il piede era già corretto! Poi siamo passati al tutore, senza interventi invasivi e senza nemmeno dover fare la tenotomia percutanea!


Siamo davvero contenti per come sono andate le cose: ora Gabriele ha 13 mesi ed ha già imparato a camminare da solo, prima ancora di me che non avevo il piede torto! Chi l'avrebbe detto l'anno scorso? 


Penso che il metodo Ponseti, ma soprattutto i medici con la professionalità e l'attenzione di Bellini, possano veramente fare la differenza non solo per quanto riguarda il risultato, che è la cosa più importante, ma anche per la serenità con cui tutta la famiglia vive il piede torto. Alla fine il tutore diventa una routine, non certo qualcosa di terribile per il bambino, e anche se la preoccupazione per le recidive c'è sempre, ci si affida alle mani del medico con più ottimismo e tranquillità.




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